La Calabria nel Medioevo - Ciclo di conferenze del Laboratorio CROSS
Salone DiGiEc
Ore 18.00
introduce la prof. Francesca Martorano
Riflessioni numerose sullo studio delle tracce della vita e della cultura bizantina nel territorio della nostra regione presenterà la conferenza del prof. Domenico Minuto, particolarmente significativa per i giovani ricercatori e studenti per l’esposizione di un metodo e per gli spunti su nuove ricerche.
Il Relatore si propone di narrare come e perché ha ricercato i segni architettonici della presenza bizantina in Calabria per una passione quasi solitaria, condivisa da un silenzioso, costante e precisissimo compagno. Osserverà i limiti e i pericoli di questa vicenda, senza la guida e il sostegno di una struttura universitaria, e parlerà dell’aiuto scientifico ricevuto da un direttore editoriale.
Indicherà le tappe nelle mete e nel metodo, le convinzioni acquisite e quelle modificate, le informazioni ricevute, le peculiari scelte delle indagini.
Nelle conclusioni esporrà le convinzioni raggiunte, le vie senza sbocco e quelle potenzialmente ancora percorribili, sottolineando così gli indirizzi di ricerca ancora aperti che si offrono all’indagine dei giovani studiosi.
DOMENICO MINUTO
Laurea in Lettere classiche presso l'Università Cattolica di Milano. Docente dal 1953 di italiano e latino nei licei classici, dal 1977 e sino al 1994 Preside in un liceo classico e poi in un liceo scientifico.
Deputato di Storia Patria per la Calabria, socio fondatore del Comitato Permanente per gli Incontri di Studio bizantini, socio dell’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini” di Palermo e dell’associazione “Amici del Museo” di Reggio Calabria.
Nel settore del volontariato culturale, è socio onorario della sezione reggina di Italia Nostra e socio fondatore dell’Accademia dei Vagabondi.
Studioso della civiltà bizantina calabrese, ha pubblicato numerosi scritti in pubblicazioni miscellanee e riviste sull'architettura religiosa, sui monasteri e sui santi bizantini di Calabria. Le sue ricerche si sono rivolte anche verso la cultura dei Greci di Calabria.